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CHIESA DI SAN MAURO - TEOR

Chiesa di San Mauro - Teor. La parrocchia di Teor ha una curiosa storia che la portò a staccarsi, assieme a Rivignano, dalla pieve matrice di Palazzolo dello Stella. Il distacco iniziò nella seconda metà del secolo XV e può considerarsi completo alla fine del secolo quando appare il primo sacerdote beneficiato in Teor e Rivignano. Dai documenti sappiamo che divennero ambedue i paesi parrocchia, ma con un solo parroco. Il caso è singolare per 1a sua continuità e per il fatto che la tradizione imponeva ai parroci di abitare alternativamente nelle due parrocchie. Se uno aveva la residenza a Teor, il successore la doveva portare a Rivignano, mentre nei singoli paesi prestavano servizio i cappellani. E' facile immaginare quanti contrasti fece sorgere tra i due paesi questa alternativa non sempre rispettata dagli interessati. Si aggiunga poi il fatto della presenza del parroco, nelle feste solenni, rivendicato da ambedue le parrocchie. I contrasti finirono solamente nel 1850, quando, con decreto dell'Arcivescovo mons. Brigito, fu sanzionato il distacco completo delle parrocchie e la cura fu affidata a due parroci distinti. Alla fine del secolo XVI ci fu un tentativo di Rivignano di assoggettare alla sua giurisdizione parrocchiale Flambruzzo, Driolassa e Campomolle, il tentativo non riuscì per il fatto che questi paesi appartenevano ai territori arciducali austriaci, mentre Teor (una metà) e Rivignano erano in territorio veneto. Una testimonianza delle difficoltà di questa particolare situazione viene espressa nel seguente documento depositato nell'Archivio di Stato di Udine, atti del notaio Moratto Angelo di Teor, dove nel 1735, il patriarca di Aquileia ribadisce il concetto che Teor e Rivignano sono parrocchie sorelle con un solo parroco, il quale ha l'obbligo della residenza alternata.

 

Nos Daniele Delphinus Dei et Apostolica Sedis Gratia Patriarcha Aquileiensi. Expopsitum Nobis: super fuit parte et nomine Comunium et nominum villarum Rivignani et Teguri, nostre Aquileiensi Diocesi. Quod inter hoc homines orta sit contenio quaeram earum Ecclesiarum debet esse maior et in quonam ex duobus locis parochialis residere debeat nec non in quonam Ecclesia idem Parochialis instituti teneatur. Habilis proinde necessariis informationibus circa statu et qualitate earundem Ecclesiarum visique videndis merito pro bono pacis ac quiete Parochiarorum dicimus decerrimus et declaramus: Ecclesias Sancti Laurenti de Rivignano ac Sancti Mauri de Tegurio sorores esse ac pro sororibus, haberi volumus et mandamus ideoque Farochi pro tempore existentes residere teneatur Rivignano et Tegurij, cum ante Parocus praecessor suam habuerit residentiam Rivignani, modernus Parocus residere debeat Tegurij, previa possessione per ipsum Parocum adipisenda prius Ecclesia Rivignani iusta tenorem litterarum aprovarum collacionis et possessionis dein in Ecc lesia Tegurij, ad maiorem Dei Gloriam, santoroque Laurentij et Mauri veneranibus. Et ita emisi. Datum Utini in Palatio Patriarcalis die 23 aprilis 1735. Daniel Patriarca Aquileiensi. Io Dominicus Coronella Cancelieris Patriarchalis

 

Consultando poi, per gentilezza del parroco, l'archivio parrocchiale di Palazzolo, ho trovato alcune notizie riguardanti la pieve di Palazzolo, e dal momento che anche Teor ne faceva parte, mi è parso utile trascrivere le pagine più significative. Origini e storia della Pieve. Antichissima è l'origine della Pieve di Santo Stefano Parrocchia di Palazzolo dello Stella. sappiamo che fino al Trecento era chiesa matrice di dodici chiese filiali. E' noto il significato di questa parola "chiesa matrice". Fin dal Medio Evo tali chiese avevano l'assoluta direzione delle filie (filiali), ed ebbero non poca influenza nella formazione della gerarchia ecclesiastica. Quando al principio del secolo IV il cristianesimo cominciò ad estendersi interamente dalle città alle campagne nei luoghi più importanti ed opportuni si fondarono chiese officiate dai sacerdoti dipendenti dal Vescovo. Oltre a queste chiese sorsero poi ben presto nei possedimenti dei principali nobili e presso le case religiose i cosiddetti oratorii, ma questi rimanevano sottomessi e coordinati alle chiese principali dette anche, dal diritto esclusivo di amministrare i sacramenti, Ecclesia baptisimale, e spesso pure Ecclesia matrices. La chiesa di Santo Stefano di Palazzolo era matrice delle seguenti Chiese filiali: Muzzana, Pocenia, Castello di Ariis (Ariis), Flambruzzo, Siviano (Sivigliano), Rivignano, Teor, Campomolle, Driolassa, Chiarmacis, Rivarotta, Precenicco, Piancada. La vastissima Pieve si sciolse man mano per opera stessa dei titolari che probabilmente hanno cooperato alla di lei dissoluzione quando annoiati dalla dimora in questa plaga mal sana e tutt'altro che attraente abbandonarono la sede conservando però il titolo e la temporalità del Beneficio. Fu allora che i Pievani cominciarono a farsi sostituire nella sede della Pieve dal Vicario curato. Il Pievano però fino al 1300 risiedeva in loco e la residenza è provata dai due seguenti documenti.

 

"In data 6 novembre 1396 il Decano, i giurati e la comunità di Palazzolo firmavano un istrumento di alcune cessioni e donazioni a certo Ponton di Udine per le sue benemerenze e prestazioni adversus villam Muzzana. Situm in Palatiolo in Ecclesia S. Stefani, presentibus Nob. il (...) Viro Comisso (?) Presbitero Henrico Filiponi Plebano Palatioli".

 

Certo il Pievano Filiponi non sarebbe venuto da lontana residenza per presenziare a un atto che non riguardasse gli interessi della Pieve.Un altro documento in data 21 maggio 1438 tratta di differenze insorte tra gli uomini della villa di Rivignano e Teor e il pievano di Palazzolo riguardanti il mantenimento del loro sacerdote occasione crietus (?) sui sacerdoti e in seduta che si tenne nella Chiesa della Pieve (...) il Pievano di Palazzolo si obbligava di contribuire al loro sacerdote certe misure di grano e di vino in aggiunta allo stipendio da detta villa al medesimo assegnato, riservandosi "quod in futurum totum quartesium Rivignani Teguri et (?) Plebani Plebis Palazzoli", e riservandosi ancora il gius patronatus pro suisque successoribus ad eligendum et investiendum sacerdotem in dieta Beneficio cani riservatione giurium sedis Patriarcali. Si crede dunque di poter affermare che fin d'allora il Pievano risiedeva nella sua Pieve, vi difendeva i diritti che del resto, ben raramente venivano impugnati dalle Chiese filiali.

Sempre sullo stesso argomento, mi sembra interessante citare anche il seguente:

"Attesto che dagli atti esistenti in questo nostro archivio parroc. vescovile risulta accertato il fatto che fin dai primordi del sec. XV le dieci (?) ville surricordate erano tutte comprese nell'ambito della giurisdizione dell'unica parrocchia di Palazzalo dello Stella, che il titolare di detta parrocchia fin d'allora veniva denominato Pievano, che esigeva il quartese su tutto il territorio delle dieci ville suddette i istituiva in esse i sacerdoti per la cura spirituale, i quali nel giorno di Sabato Santo di ogni anno in ricognizione della Chiesa Matrice erano obbligati a recarsi a Palazzolo per la benedizione del Cero, e le dieci parrocchie sunnominate vennero in diversi tempi smembrate dall'unica antica parrocchia di Palazzolo. Considerato che da tutto ciò risulta manifesta la prerogativa della matrice della Chiesa di S. Stefano di Palazzolo dello Stella la qualifica di Pieve e al suo parroco pro Tempore il titolo di Pievano, e ordinarius che nelle future edizioni dello Stato personale del clero della Diocesi, la suddetta Parrocchia venga indicata con la denominazione di Pieve, e il suo titolare colla qualifica di Pievano. Udine 5 gennaio 1906. Pietro Arcivescovo" Questo decreto fu accolto in parrocchia con la più viva soddisfazione, e il lieto avvenimento fu festeggiato con un atto di simpatica solidarietà sacerdotale il giorno delle Ceneri dello stesso anno 1906 quando tutti i Parroci del territorio dell'antica Pieve convennero a Palazzolo e ricevettero la cenere benedetta dal primo Pievano D. Giovanni Mauro.

In merito ai quartesi del 1438 di cui si parla nei documenti parrocchiali di Palazzolo, esiste una versione in una "stampa ad lites" depositata presso la Biblioteca comunale di Udine (mise. DT.270), non solo per lo specifico argomento trattato, ma anche per le interessanti notizie riguardanti il territorio, mi è parso utile citarla nella versione integrale.

 

Accordo tra il Pievano di Palazzolo, e li Comuni di Revignan e Teor in punto di Quartesi. 1438, 21 Maggio. Actum Palazzoli in Ecclesia sancti Stephani. Praesentibus Rev. D. Praesbitero Antonio de Venetiis Beneficiato Muzzanae, Jacopo Vido et cetera. Ibique cum sit, quod inter Rev. D. Thomasius de Pola Plebanum Palazzolii ex una, et inter Hermacora, et Mathiussium de Rivignano pro nomine Comunis Rivignani tamquam Sindici, intervenientes, et Dominicum Fontanae pro nomine Comunis Thegurii tanquam Sindicus ex altera, erat quaedam differentia inter ipsas partes occasione victus sui Sacerdotis, dicentes, et narrantes dicti Sindici pro nomine suorum Comunium, et hominum suorum Communium Thegurii et Revignani, quoad in praeteritum ejs Sacerdos habere solebat medietatem quartesi Thegurii et Revignani et nunc nihil Ambae partes devenerunt ad infrascriptum concordium et sententiam inter ipsos.

Primun quod in futurum totum quartesium Revignani et Thegorii e Camolis (Campomolle) et dota Thegurii sit Plebanis Plebis
Palazzolii... quod teneatur de dicto quartesio dare singulis annis dicto Sacerdoti Beneficiato... frumenti st. duo, .... vino ..... millei  satria duo, et Sivigliani de omnibus fructibus, et .... et qui vocatur .... Sivigliani e totum quartesium ....sub Salt (Falt), et a... suos confines a solis ortu Flumen .... meridiae est Aqua Chiarmacis, ab occasu Aqua de Driolassa et Parocum Rivignani et a montibus via sedestra, quae tendit ad molendinum D. helisabeth de Utino et Totum quartesium in loco vocato Urech eunde Palazzolum versus suprascripti homines et Comunes Rivignani et Theguri teneatur dare dicto ejus Sacerdoti perpetualiter in suis peopriis bonis frumenti staria 9, vini urnas 9 pro recta dictarum villarum.

 

Videlicet pro qualibet villa frumenti staria 4 cum dimidio, vini urnas 4 cum dimidia et dictus Sacerdos habere a villa in in qua ipse manet loco et foco tot ligna ad comburendum pro uso suo et habeat dotem Ecclesiae omnium Sanctorum de Salt (Falt). Suprascriptus Rever. D. Thomas Plebanus Palazzoli reservat Jus Padronatus pro se, suisque successoris ad eligendum et investiendum Sacerdotem in dicto Benefitio, cum resservatione omnium juribus Sedis Patriarcalis.

 

Promisit Rever. Dominus Plebanus ut supra pro se, et successoribus suis suprascriptis Hermacorae, Mattiusso, et Dominico Fontanae tamquam Sindicis pro se et suorum Comunium nunquam in futurum possiint contrafacere dicto concordio sub obligatione bonorum suorum praesentium et futurorum. Ego Praesbiter Aloysius de Trevisio filius qu. Minconii Trevisii nanc beneficiatus in villa Ronchis Pub. Imperailis Auctoritate Not. suprascriptis omnibus singulis interfui, atque rogatus scribere, scripsi fideliter et publicavi, signumque apposui usitanum.

 

Per finire, la Parrocchia di Teor è dedicata a S. Mauro martire, anche se qualche documento parla di un S. Mauro abate. A questo proposito in una ricerca del noto agiografo friulano Guglielmo Biasutti, così si esprime su S. Mauro.

 

... le chiesette friulane che portano il titolo di S. Mauro, gettano un qualche bagliore sulla stabilizzazione del dominio carolingio in Friuli. Le chiese dedicate a S. Mauro connoterebbero la costituzione sul finire del sec. VIII e all'inizio del IX, di capisaldi Franchi di tipo monastico e militare, posti a presidio in località già roccaforti Longobarde o a scolta contro i Longobardi rifuggiti sulle montagne. Oichè il passaggio in Francia di S. Mauro, discepolo di S. Benedetto, risulta solo da una sua vita leggendaria, ritengo tuttavia che il culto di S. Mauro in Friuli sia di indubbia importazione franca.

 

Dunque, anche se per il momento è sconosciuta la data della fondazione della prima chiesa a Teor, la sua dedicazione la fa ritenere molto antica.

 

(A cura di Anita Salvador)

 

La Chiesa di San Mauro sul sito del Progetto Integrato Cultura